Gli adolescenti, quando si tratta di selfie, impazziscono completamente, perdono la testa. Sarebbero disposti a tutto pur di riuscire ad avere quei 15 minuti di gloria – di cui parlava Andy Warhol – sui social network.
Forse era proprio questo che voleva Xenia Ignatyeva quando ha deciso di arrampicarsi sul ponte ferroviario per farsi una foto.
Purtroppo la ragazza, di soli 17 anni, è scivolata e, nel tentativo di salvarsi, ha afferrato un cavo ad alta tensione, è rimasta folgorata e caduta poi sull’asfalto, dopo un volo di oltre 30 metri.
La tragedia ha avuto luogo a San Pietroburgo, più precisamente a Krasnogvardeysky.

I suoi amici, vedendola cadere, paralizzati dallo shock, hanno dato subito l’allarme e hanno chiamato i soccorsi. Nell’attesa hanno anche provato a soccorrerla ma non sono riusciti a salvarla. Tutto è stato inutile. Tutto è successo per un (maledetto) selfie.

Questa tragica storia fa molto riflettere. Xenia era una fotografa dilettante, aveva grande passione, e aveva deciso di scattare una foto di se stessa, davanti a un panorama mozzafiato, con una fotocamera che aveva comprato alla fine del 2013, dopo un lavoro estivo.
Ma ne valeva davvero la pena?

Alcuni psicologi hanno detto che le persone che si fanno selfie sono guidate dal desiderio di prendere il meglio di tutto il mondo per catturarlo nelle loro foto da pubblicare – ovviamente. Proprio per questo alcune persone, e relativi selfie, stanno diventano sempre più estremi.
Non sarà forse che il “fenomeno selfie” ci è un po’ scappato di mano? Riflettiamo sui veri valori della vita, non sui 15 minuti di gloria post-selfie.

[Credit: Mirror.com]

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