photo credits: il giornale

Se i nostri genitori al massimo telefonavano con gettoni e carte in cabina o aspettavano telefonate dal telefono di casa per poi andare in giro con la prolunga del filo per tutto l’appartamento, noi siamo l’esatto opposto. Lo smartphone è diventato una dipendenza: lo portiamo con noi ovunque – anche e soprattutto in bagno – viviamo nel panico di ritrovarci con la batteria scarica e controlliamo in maniera spasmodica social e chat.
Ma non è tutto, anche le cene in compagnia o le uscite con gli amici vengono paralizzate dall’uso dello smartphone. Le serate, infatti, passano tra selfie e sguardi puntati sulle chat. Bei tempi quando si parlava guardandosi negli occhi e non tra gli schermi.

Sembra proprio che non ci sia soluzione per questa sindrome che colpisce tutti indistintamente. Tuttavia, un designer olandese, Ingmar Larsen, ha progettato una cura che sta andando molto di moda nei siti di e-commerce. Si tratta di una tavoletta, che il designer ha chiamato NoPhone, che riproduce le dimensioni e le fattezze di un classico smartphone.
Questo surrogato in plastica andrebbe a placare la mania che ci rende dipendenti dall’uso del cellulare e dalla voglia di tenere lo smartphone sempre a portata di mano.
Ovviamente il NoPhone è privo di qualsiasi funzione e ricorda lo smartphone solo esteticamente. Per cui, dite pure addio alla sindrome da vibrazione fantasma.
Niente internet, social e chat, quindi, per chi vuole curare la propria ossessione. Solo uno specchio per simulare i selfie dei più vanitosi.

Gli effetti di questo strano oggetto non sono ancora stati dimostrati. Probabilmente, come per il vizio del fumo o qualsiasi altra dipendenza, una buona dose di volontà è il farmaco principale per un’ottima guarigione. Il resto è solo marketing.

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