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Nella vita è importante avere una posizione.
Guarda me: sono una Blogger (non ridere, ti vedo). In pratica, nel 70% dei casi, la reazione successiva a quando affermo che lavoro faccio è: quindi che lavoro fai?
Mi consola sapere che, almeno, il restante 30% mi capisce. Dicono che noi Blogger trascorriamo 10 ore al giorno al pc (non dicono che di quelle 10 ne impieghiamo almeno 11 a cercare l’ispirazione giusta), 2 a scorrere la home di Facebook, 6 le dormiamo e le restanti 6 le impieghiamo tra la spesa, la casa e le relazioni sociali riservate esclusivamente al confrontarsi con chi fa il nostro stesso lavoro: che spiega il 30% di prima.
Comunque, fossi io un ingegnere, avessi un posto in banca, fossi un avvocato, un astronauta o un detective non si presenterebbe lo stesso iter, perché risulterei senza dubbio più credibile e affascinante agli occhi degli altri (mamma, c’avevi ragione!).

Ma c’è una categoria che pone tutti sullo stesso piano, senza troppe discriminazioni sociali, di sesso o religione. Si chiama: quello stronzo del mio ex.
Quello che un giorno mi ha detto: “Non so più se ti amo. Tu lavori troppo (mamma, metti che c’avevo ragione io?!), io mi sento solo”.
Ecco, avete presente quando il sentirsi soli implica due tette e un culo fantastico?! Già, non era il mio. E da quel giorno la mia vita è cambiata.

Sono certa che sia capitato a tutti una volta nella vita.
Sono sicura che la mia storia è quella di almeno il 70% di voi che fate un lavoro diverso dal mio, ma che avete sofferto per amore almeno quanto me. Per un ex, se proprio vogliamo dire le cose come stanno. E sarà che oggi piove. Che sembrava essere scoppiata l’estate e tutto d’un tratto – come per magia – puff, novembre è di nuovo tra noi: pioggia, lampi, fulmini e saette e io sono metereopatica, sì. Sarà che, quindi, se fossi la protagonista di un film oggi sarei senz’altro Bridget Jones, in fase premestruo, con la colonna sonora di Emotivi Anonimi impostata su “repeat”, ma con ai piedi le scarpe di Carrie Bradshaw. Sarà che le Manolo Blahnik gliele mangia il cane dell’uomo con cui va a convivere e che tanto lei ama un altro. Sarà che ti ho maledetto con tutta me stessa, ma io oggi – Caro mio ex – ti dico grazie.

Grazie per tutto quello che mi hai insegnato

– Mi hai insegnato che l’amore non è tutto.
Era tutto quello che io volevo. Ma non bisogna essere bulimici d’amore se non si vuole correre il rischio di rigettarlo fuori con la stessa forza.

– Mi hai insegnato che io vengo prima di tutto e tutti.
E che chi ti ama non ti chiederà mai di mettere da parte te stesso.

– Mi hai insegnato che il rosso mi sta bene.
Ho cambiato colore dei capelli. E sicuramente sono buffa e senz’altro il mio colore naturale è stupendo. Ma mi andava e l’ho fatto.

– Mi hai insegnato che i vizi fanno bene all’anima.
Ho smesso di fumare, sai? E credo che tra le cose che mi hanno aiutata c’è il fatto di non avere più qualcuno che mi imponga il suo pensiero salutista tra una patatina fritta e l’altra. Perché vedi, ognuno ha propri vizi.

– Mi hai insegnato che il mio lavoro è il più bello del mondo (per me).
E, sai, non dovrei mai ascoltare chi tenta di convincermi del contrario solo perché mi porta via tanto tempo.

– Mi hai insegnato che la mia migliore amica è speciale.
E se tenevi il muso quando stavamo fuori tutti assieme non era di certo per causa sua. Lei non mi avrebbe portato via da te, eri tu che avevi smania di essere altrove.

– Mi hai insegnato che non mi devo accontentare mai.
E non dovresti nemmeno tu. Non è una colpa aver fallito in una storia, la colpa è stata averla spinta oltre il limite del rispetto.

– Mi hai insegnato che i sentimenti meritano lealtà.
E che essere leali nei sentimenti conta più che avere dei sentimenti veri per qualcuno.

– Mi hai insegnato che rinnegare dei sentimenti non serve.
Perché io ti amavo ancora quando sei andato via. E, per fortuna, ho assecondato il mio dolore che oggi mi ha resa libera di amare ancora. Ma non te.

– Mi hai insegnato che non bisogna abbandonare le cose a metà, perché chi lo fa poi torna a recuperarne i pezzi.
Ma resto dell’idea che farlo finché si è in due, è più difficile certo, ma è maledettamente appagante. Altrimenti impari che non ne valeva la pena e che puoi farlo da sola.

– Mi hai insegnato a non smettere mai di credere nell’amore.
Perché l’amore tutto ripaga e cancella via ogni ferita. Anche la più profonda. Anche quella che sembrava impossibile da sanare. L’amore è per chi se lo merita.

– Mi hai insegnato ad aspettare.
E, credimi, è stata forse la cosa più difficile. Ma tu mi hai insegnato che io merito più amore di così.

Ps. Nella vita è importante avere una posizione. E io ho scelto la mia.

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