sabato, 30 Maggio 2020

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‘Le Mans ’66 – La grande sfida’: recensione in anteprima

‘Le Mans ’66 – La grande sfida‘: cinema gratis? Sì grazie. Potevo non parlarvene? Ovviamente no.

Due ore e trenta minuti. Ragazzi, due ore e trenta minuti di film. Dopo esser usciti dalla sala sembrava di averla fatta quella corsa di 24h a Le Mans.

Bando alle ciance.

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold: ford vs ferrari

Anni 60 e il marketing della Ford è in crisi: ci vuole qualcosa che attiri i giovani e li spinga ad acquistare.

Carroll Shelby (Matt Damon) è un ex pilota che ha dovuto mollare, Ken Miles (Christian Bale) è un genio della meccanica che non sa tenere la nocca chiusa.

Henry Ford 2 prova a trattare con Ferrari ma avendo ricevuto un due di picche si lascia persuadere dai collaboratori: se non potrà avere la ferrari allora la batterà in pista.

Ford si rivolge a Carroll che si rivolge a Ken.

La missione? Costruire macchine più leggere, più veloci e più potenti delle Ferrari.

Ma Ford è un uomo orgoglioso ed insofferente, Carroll è un uomo frustrato che non sa che pesci pigliare ma vede una ghiotta occasione e Ken non sa stare alle regole, non sa stare in team e riesce a far saltare i nervi a tutti.

Come possono battere la Ferrari?

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold: recensione in anteprima

Un film potente, a tratti adrenalinico, mai noioso o scontato.

E’ un film sul coraggio, sul portare avanti le proprie convinzioni nonostante tutto. E’ una sfida, un rischio ma è anche un film che ci parla di passioni, di talento e di voglia di mettersi in gioco.

Fantastico. Attori pazzeschi e pazzesca ricostruzione di un pezzo di storia automobilistico.

E’ un film scorrevole, con spunti interessanti e con diverse riflessioni su come ci poniamo nei confronti del nostro lavoro e delle nostre passioni.

Curiosità: a un certo punto della lavorazione, i produttori avevano pensato di affidare i ruoli protagonisti a Tom Cruise e Brad Pitt.

Libri per Natale: La magia di ultima di Rudolfo Anaya

Libri per Natale, La magia di ultima di Rudolfo Anaya: un libro profondo. Una lettura adatta per ragazzi ed adulti.

“Ultima venne ad abitare con noi l’estate in cui stavo per compiere sette anni…”

La magia di ultima di Rudolfo Anaya: libri per Natale

E’ Antonio che parla, solo un bambino di sette anni, che vive con la famiglia in un piccolo villaggio che confina con l’llano, la grande pianura desertica del New Mexico.

I suoi fratelli sono stati chiamati in guerra, le sue sorelle sono piccole e vivono in un mondo immaginario che gli è precluso mentre i genitori sono persone che si amano e tuttavia profondamente diverse. Lui è un vaquero del llano della famiglia dei Marez, un uomo forte, libero, impulsivo mentre lei è una contadina della famiglia dei Luna molto devota, gentile e sensibile. E Antonio in tutto questo è un bambino che cresce fra sogni e aspirazioni dei genitori, suo padre ne vuole fare un vaquero ma sua madre vuole che si faccia prete.

Una mattina Antonio apprende che verrà a vivere con loro una vecchia donna, Ultima, una curandera ma secondo altri una bruja, una strega.

Cominciano i sogni di Antonio in cui è presente questa misteriosa curandera e che gli fanno capire che vi è un collegamento spirituale fra loro. Ultima è al termine della sua vita ma ha ancora molto da insegnare, da guarire e le occorre un aiuto forte e giovane, come solo Antonio può darle. E con lei arriva la civetta, che veglia sui sogni di Antonio. Il ragazzo cerca la sua strada e si deve destreggiare fra superstizione, religione e storie molto vecchie, tenute nascoste, segreti bisbigliati che comincia a comprendere nonostante la giovane età.
E poi ci sono le vere streghe cattive, le maledizioni, le fatture, Antonio e Ultima, soli contro tutti dovranno proteggere coloro che amano…

La magia di ultima di Rudolfo Anaya: libri per Natale

Questo dovrebbe essere un libro per ragazzi ma posso assicurarvi che un adulto ha molte cose da imparare nel leggerlo. La figura di Ultima è affascinante: saggia, misteriosa, una maestra da cui Antonio apprenderà il confine fra bene e male è che il male non può vincere. La magia, la superstizione, i miti, i sogni…tutto si miscela e si condensa in queste meravigliose pagine, narrate abilmente in modo scorrevole e piacevole.

“…quando lei arrivò, la bellezza del llano, si schiuse davanti ai miei occhi, e il gorgoglio delle acque del fiume cantò all’unisono col ronzio della terra che girava. Il tempo magico dell’infanzia si fermò, e il battito della terra viva impresse il suo mistero nel mio sangue vivo.”
(Rudolfo Anaya, La magia di Ultima)

Chi è Rudolfo Anaya?

E’ nato in un piccolo villaggio del Nuovo Messico ed era il quinto dei sette figli della coppia. Quando era ancora un bambino, Anaya e la sua famiglia si trasferì a Santa Rosa . Nel 1952, si trasferirono a Albuquerque , dove vivevano nel quartiere Barelas. Nella casa della famiglia ha parlato in spagnolo , in modo che Anaya non imparare inglese fino a quando ha iniziato i suoi studi. Nel 1956 si diplomò e si laureò in inglese nel 1963. Ha lavorato come insegnante ed in seguito ha iniziato a scrivere Bless Me, Ultima che è stato accettato nel 1972 da un gruppo di redattori di Chicano El Grito. Il romanzo ha vinto il Premio Quinto Sol ed è considerato un classico della letteratura chicana. Dopo Bless Me, Ultima, Anaya pubblicato Cuore di Aztlan (1978) e Tartaruga (1979), che formano una trilogia.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, un libro indimenticabile.

Anche in questa giornata buia e di pioggia si legge. La lettura di cui andiamo a parlare è molto particolare, a raccontarcela è un bambino autistico.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte: la storia di Christopher

La storia narra di Christopher, un quindicenne con pochi amici, che soffre di autismo, malattia che, colpendo il cervello, gli fa assumere strani comportamenti quali agitazioni alla presenza di suoni, ripetizioni di movimenti, silenzi e frasi brevi che riproducono le sequenze dei suoi pensieri.

È dotato di una grande abilità quasi ossessiva per i numeri che lo porta a superare l’esame di matematica e ad accedere all’università.

Christopher trova il cane della signora Shears trafitto da un forcone ed inizia a indagare, come il suo idolo Sherlock Holmes, per scoprirne l’assassino. Quando viene a sapere, girando per la stanza di suo padre, che quest’ultimo lo ha tradito, nascondendogli le lettere che la madre, data per morta, gli inviava tutte le settimane, si sente vuoto dentro, confuso e comincia a chiedere spiegazioni.

Una confessione inattesa colpisce il ragazzo che decide di scappare di casa e di recarsi a Londra dalla madre che viveva con il marito della signora Shears.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte


Considerando che il racconto è scritto dal punto di vista del bambino è un lavoro a dir poco complesso ma ben riuscito.

Ed è proprio questo il punto forte di quest’insolito giallo: l’autore immagina di entrare nella mente di un bambino autistico e ci narra le vicende attraverso i suoi occhi.

E’ molto scorrevole e dai tempi molto profondi: il rapporto difficile tra padri e figli, reso ancora più difficile dalla presenza di una malattia mentale; l’adolescenza con i suoi mutamenti e le scelte spesso fatte in modo errato; la diversità di Christopher con il suo handicap fatto di impulsività, estrema sensibilità e piccole manie e l’importanza della verità in un qualsiasi rapporto soprattutto se di crescita e se tra padre e figlio.


Chi è Mark Haddon?

uno scrittore e poeta britannico nato a Northampton il 26 settembre 1962. Ha studiato ad Oxford. Finora ha scritto e illustrato quindici libri per ragazzi ed ha lavorato per la radioe la televisione realizzando diverse sceneggiature. Tra i suoi scritti pubblicati in italiano: Il cavallo parlante e la ragazza triste e il villaggio sotto il mare, un libro di poesie, e Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, che è il suo libro più famoso. Questo romanzo ha avuto diversi riconoscimenti e, secondo un’intervista rilasciata dall’autore, è stato anche il primo ad essere espressamente scritto per un pubblico adulto. I diritti cinematografici sono stati acquistati dalla Warner Bros.

V Wars: il ritorno di Ian Somerhalder e dei vampiri

V Wars ha debuttato ieri su Netflix e voi tutti fan di TVD sapete cosa vuol dire: Ian è tornato!

E con lui sua moglie Nikki (c’erano dubbi?) ex Rosalie di Twilight.

Sembra che i due non abbiano perso interesse per i vampiri.

Curiosi?

Ian Somerhalder e i vampiri di V Wars

Tutti i fan di The vampire diaries lo sapevano e lo attendevano: Ian Somerhalder è tornato, non vampiro ma umano, dottore, buono e hot come sempre.

Le differenze sono tantissime: i vampiri di TVD erano sexy, affascinanti, divertenti questi sono invece mostri spaventosi. Per il resto sono veloci, intelligenti e molto forti. Non sono eroi, sono i cattivi.

Devo dire che però tutto è incentrato su Ian, sul mostrarci quanto è figo, quanti muscoli ha e via dicendo. Scene di lui sotto la doccia, di lui che mostra quanto riesce a far sbavare le donne e via dicendo.

Recitazione un po’ monocorde per chi apprezzava Damon, che aveva dei lati oscuri ma anche di luce. Luther Swann, il dottor Ian, è tutto luce, un po’ di paura, un po’ di incertezza ma anche un po’ piatto come personaggio. Tutto casa e famiglia, votato al bene e costretto a vivere una situazione molto, molto, brutta. Insomma tutto quello che non era Damon.

Se mi è sembrato di vedere Damon umano? Non direi, è molto diverso. Lo so che non si dovrebbe parlare di Damon ma è inevitabile.

Cos’è V Wars?

Si basa sul fumetto omonimo di Jonathan Maberry e Alan Robinson.

Il dottor Luther Swann viene spedito in un ghiacciaio per scoprire un misterioso virus, lo accompagna il suo migliore amico Michael.

I due rimangono accidentalmente esposti al virus e tenuti in quarantena. Liberati tornano alle loro vite, ma mentre Ian non dimostra segni di contagio, Michael nota strani effetti: vista migliorata, udito amplificato, forza etc.

Inizia a stare male ad aggredire le persone e cerca l’aiuto di Luther. Il dottore non riesce a spiegarsi come un virus possa avere certi effetti finché il contagio non si diffonde ed iniziano strani omicidi. A tutte le vittime manca del sangue.

Luther capisce: Michael è diventato un vampiro.

Perchè lui non si è trasformato? Riuscirà a trovare una cura?